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Nell’ambito degli eventi Off del Salone Internazionale del libro di Torino, il Centro culturale Bagni Pubblici Via Agliè, la casa del Quartiere di Barriera di Torino ha il piacere di ospitare venerdì 10 maggio 2019 alle ore 18.30 la presentazione del libro L’arte contemporanea spiegata a mia nonna (Nfc Edizioni), il caso editoriale che sta riscuotendo un grande consenso tra il pubblico e che sta solleticando la curiosità anche dei più avversi all’arte contemporanea.

L’autrice Alice Zannoni – in conversazione con Rosy Togaci Gaudiano, curatrice dell’evento e Andrea Alario, architetto – racconterà l’avventura intrapresa con nonna Zita in uno dei quartieri storici della città, nella sede di quella che un tempo fu un piccolo centro interculturale con servizio docce e che oggi è divenuto un centro socioculturale che costruisce con il coinvolgimento dei cittadini del quartiere – vecchi e nuovi abitanti di Barriera – legami a livello interpersonale in una zona ricca di diversità, rappresentative delle nostre realtà urbane contemporanee.

L’evento è promosso da Liberitutti Cooperativa Sociale all’interno del progetto -Passaggio a Nord Ovest- e realizzato in collaborazione con “ Edicolarte per Aurora” e il gruppo “Un Quartiere al Museo”.

Data: venerdì 10 maggio 2019
Orario: 18.30.

 

L’ingrediente del successo di questo progetto è l’idea stessa che ha avuto Alice Zannoni – spiegare l’arte contemporanea alla nonna novantunenne – sviluppandola con un approccio linguistico semplice e con stratagemmi metaforici che consentono anche al lettore meno preparato di poter comprendere i meccanismi dell’arte.
A cominciare dal titolo – forte, semplice e chiaro –  il racconto si snoda in un avvincente dialogo tra Alice e la nonna Zita che, strutturato alternando momenti di arte e di vita, porta il lettore a vivere una dimensione intima e familiare pur trattando le pagine argomenti piuttosto impegnativi. Ed è proprio l’equilibrio tra il carattere divulgativo e note specialistiche che rendono questo libro adatto ad un amplio pubblico di lettori; non si tratta di un manuale di storia dell’arte, né di un testo teorico, né di un saggio di estetica, piuttosto di un “kit di pronto intervento” per coloro che di arte non sanno nulla, un libro per dare una risposta non tanto a “che cosa è arte” ma al quesito “perché alcune cose sono arte”.
Non solo arte. Nonna e nipote rappresentano due momenti della vita estremamente diversi, giovinezza e senilità e Alice Zannoni fa sì che il lavoro diventi implicitamente anche una riflessione sul tempo che fa perno sull’arte come struttura portante di un confronto generazionale tra la nonna Zita, che a novantuno anni dice con convinzione che non vuole diventare vecchia perché vuole continuare a sapere “cose nuove”, e la nipote che di anni ne ha trentasei e tocca con mano il fatto che “la ruota gira” anche se resterà sempre la sua “toseta”, cioè la sua bambina.

“Devo tornare indietro per andare avanti – dice l’autrice –  questo libro non può che partire da casa di mia nonna e non solo perché l’interlocutore è mia nonna, ma perché il senso di questa operazione si può apostrofare come “rivoluzione”. Trovo sia una rivoluzione trasmettere il sapere e acquisire conoscenza e, in fondo, l’appellativo di rivoluzione, se preso in prestito dalla scienza, funziona perfettamente. Revolutio è il giro che compie il pianeta sull’orbita trovandosi poi al punto di partenza per ricominciare. È un andare avanti  tornando indietro per legittimare un altro giro che è il futuro. L’arte ha un carattere rivoluzionario, l’arte è un modo di sapere e il sapere è sempre una rivoluzione”.