Un bell’articolo che parla di noi sul Corriere Torino!

 

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«Gli altri bagni pubblici hanno chiuso a seguito dell’emergenza. Noi siamo gli unici a essere rimasti aperti. Col virus c’è ancora più bisogno di lavarsi. Qui sono tutti preoccupati per me. Soffro di diabete, ho la mia età, ma non mi tiro indietro. Mi dicono: “Guai a te Mario se muori”». Mario Di Bella, 61 anni, un metro e cinquanta d’altezza, indossa una visiera di poliestere da medico e una mascherina cucita dal sarto senegalese con la bottega al piano di sotto. È l’addetto al servizio docce dei Bagni Pubblici di via Aglié. Per l’emergenza hanno fermato il ristorante, le mostre e i concerti. Ma le porte sono rimaste spalancate ai bisogni di Barriera di Milano. «Qui vengono a lavarsi i disperati — spiega —. I rom, i marocchini delle soffitte, chi va nei dormitori dove sono tanti i contagiati. Con 1,90 euro stai sotto l’acqua per mezz’ora. Adesso entrano solo quattro per volta. Si forma una coda molto lunga perché arrivano da tutta Torino. Quando sono venuto dal Sud con la famiglia anche io mi lavavo in un posto come questo». I Bagni Pubblici di via Aglié sono uno dei dodici «snodi» della rete di «Torino Solidale».

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